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Alcol e giovani

Il problema del consumo di bevande alcoliche da parte dei giovani è diventato sempre più evidente Negli ultimi tempi. Purtroppo noi dobbiamo partire da un'ulteriore constatazione, che ai nostri giorni il significato di divertimento viene automaticamente associato allo sballo, questa è la cultura esistente. La responsabilità del bere in età sempre più precoce non deve essere attribuita soltanto ai giovani, soltanto alla pubblicità o soltanto al "così fan tutti". Es iste una corresponsabilità da parte del mondo degli adulti, a partire dall'industria delle bevande alcoliche, e dalle eventuali omissioni da parte della scuola e dei genitori, che sempre più ampiamente tollerano il bere dei propri figli ed altro. Al di là dei cattivi esempi e delle omissioni dei genitori e della scuola, rimane il peso enorme dell'industria attraverso la pubblicità delle bevande alcoliche, pubblicità che accredita una visione moderna ed adulta del bere. La pubblicità punta ai giovani in modo smaccato, perchè deve sostituire con giovani leve i bevitori matur i che diminuiscono o smettono per una scelta di salute.

Non meraviglia quindi se la voglia di sperimentare e di trasgredire, unita alla martellante pubblicità, rende i giovani molto spesso ignari dei rischi a cui si espongono consumando bevande alcoliche: fra i giovani della scuola media superiore in Italia i due terzi (66%) non associano alcun rischio al consumo di bevande alcoliche, mentre in Europa i giovani della stessa età sono leggermente più coscienti del rischio (gli ignari scendono al 60%).

Il consumo precoce di alcol aumenta il rischio di diventare alcolisti da adulti. E' molto elevata la quota di minori che consuma alcol: nel 2005 in Italia, i ragazzi fra gli 11 e i 15 anni che dichiarano di aver bevuto almeno una volta negli ultimi 12 mesi sono il 19.5%, nonostante siano al di sotto dei 16 anni, età prevista dalla legge per la somministrazione di alcolici, e nonostante fino ai 15 anni l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), suggerisca che il consumo di alcol debba essere pari a zero. Le differenze di genere sono più contenute rispetto alle altre classi di età (21,8% tra i maschi e 17% tra le femmine). Occorre comunque non criminalizzare i giovani, i quali in maggioranza iniziano a consumare alcolici proprio in famiglia (prima dei 14 anni) e solo dopo diventano soggetti alle regole del branco (intorno ai 16 anni). Quindi il pr imo esame di coscienza se lo devono fare proprio i genitori.

Molte disinvolte iniziative sul territor io nazionale hanno influenzato il comportamento a rischio dei giovani nei confronti delle bevande alcoliche, pensiamo ad esempio all'happy hour o al paghi uno bevi due, mentre feste della birra si sono moltiplicate senza limiti ecc. La Commissione Europea sta elaborando un piano per cercare di arginare queste iniziative promozionali che non fanno che aggravare una situazione che è ormai sotto gli occhi di tutti. Inoltre negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune nuove bibite molto colorate che essendo servite fresche di frigorifero, attirano molto i giovani consumatori.

Par liamo di: ALCOPOPS (es. Bacardi Breezer ed altre). Queste sono bevande alcoliche con alcol da 4 a 7 gradi (ma talvolta di più) mischiato a succo di frutta e zucchero.

SPYKES, una bevanda a base di malto, con il 12% di alcol, addizionata di caffeina, ginseng e guarana.

RED BULL, una bevanda analcolica, contenente una forte dose di caffeina, più taurina ed altri stimolanti.

La gravità del problema è stata riassunta da un rappresentante dell'OMS che ha dichiarato che a causa del consumo delle bevande alcoliche, per la prima volta, la nuova generazione rischia di avere un'aspettativa di vita inferiore alla generazione che l'ha preceduta.

Annabella Muckermann

Servitore Insegnante - Club degli Alcolisti in Trattamento

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