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La diagnostica di laboratorio nello studio dell’intossicazione etanolica cronica

L'attività di diagnostica di Laboratorio è sostanzialmente differente per modalità e scopi a seconda che riguardi il rischio di intossicazione alcolica acuta (ubriachezza) o che riguardi l'individuazione di potenziali utilizzatori cronici (alcolismo cronico).

La diagnosi di abuso alcolico cronico riveste particolare importanza ai fini del giudizio di idoneità a livello medico legale ( codice sulla strada ed infortunistica sul lavoro ) ed ai fini della gestione delle problematiche legate al sociale. Nel contempo, rappresenta il maggior campanello di allarme per la prevenzione dell 'intossicazione acuta.

La diagnosi di alcoolismo cronico non può avvenire mediante 'utilizzo di un singolo indicatore, ma, è basata sulla valutazione anamnestica (storia) e clinica del soggetto e su alcuni parametri di laboratorio. Per i soggetti interessati sono, in prima istanza, valutati gli indici di funzione epatica (principalmente GGT in minor misura le Transaminasi) e il volume corpuscolare medio(MCV).

Qualora emergano segni di epatopatia e i dati clinico-anamnestici (che emergono anche dagli esiti degli esami ematochimici di routine effettuati) non consentano la diagnosi eziologica si procede anche ad una valutazione sulla possibile etiologia virale del danno e al dosaggio della transferrina desialata(CDT). Anche nel caso di macroglobulia ( MCV aumentato) si procede al dosaggio della CDT mentre eventuali ulteriori approfondimenti vengono demandati all 'ambito specialistico ematologico.

Siamo tutti soliti correlare l'abuso alcolico agli incrementi del volume globulare ma soprattutto della GGT (gamma glutamiltransferasi).

Il dosaggio della GGT è frutto di una analisi molto standardizzata, è un indicatore relativamente sensibile per l'abuso alcolico ma poco specifico; numerosi falsi positivi derivano da patologie epatiche di comune riscontro (malattie ostruttive, calcolosi della colecisti, epatite, statosi epatica, cirrosi e neoplasie) o dall'abuso–uso di altri sostanze ed in particolar modo di farmaci (barbiturici, ipnotici, estrogeni, contraccettivi,antireumatici).

Più recente per la diagnosi di alcoolismo cronico è l'utilizzo della CDT (transferrina desialata o Transferrina carboidrato carente) ; la CDT è dotata di specificità molto maggiore della GGT, riflette una elevata assunzione alcolica di circa 14 giorni: non risente della maggior parte delle comuni patologie epatobiliar i ( anche se sono descritti incrementi in caso di cirrosi biliare e di neoplasia epatica ) né dell'assunzione di farmaci.

La CDT può aumentare anche in gravidanza. Per il dosaggio della CDT vengono considerati normali valori inferiori o uguali a 2.6% della transferrina totale e corrisponde all'assunzione giornaliera di quantità giornaliere di alcol non superiori a 50-60 gr. nei 14 giorni precedenti. Il valore risulta superiore al 2,6% in caso di assunzione di quantitativi giornalieri superiori ai 50-60 gr. al dì.

La CDT ha un tempo di dimezzamento, in caso di astensione assoluta da alcool, di circa 14 giorni; il ricontrollo a tre mesi consente di ricavare un dato relativo alla nuova situazione di assunzione alcolica senza interferenze delle pregresse abitudini.

Luigi Carlo Bottaro

Direttore Dip. Patologia Clinica Asl 3 Genovese

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